top of page

Domande che aprono porte #4: E se non dovessi essere sempre la stessa persona?

1 ott
Tempo di lettura: 2 min

Newsletter creata da Erika Marchioro

Ci piace sentirci coerenti. Ripetiamo: "Io sono fatta così." "Io reagisco sempre allo stesso modo." "Questo non fa per me." "Non sono una che..."


A volte lo diciamo con fierezza, altre con rassegnazione, come se a un certo punto ci avessero consegnato una versione definitiva di noi e a noi restasse solo il compito di recitarla.


Ma quanto di ciò che chiamiamo carattere ci appartiene davvero? E quanto, invece, ci è servito per andare avanti?


Forse sei diventata quella che non chiede mai nulla perché, quando ne avevi bisogno, chiedere non cambiava le cose. Forse sei la forte perché qualcuno doveva esserlo. Quella che tiene tutto sotto controllo perché l'imprevisto, un tempo, ha fatto troppo male. Quella che scherza quando l'aria si fa pesante. Quella che si occupa degli altri prima ancora di chiedersi come sta. Quella che va via per prima, così nessuno può lasciarla.


A furia di ripeterle, queste strategie di difesa finiscono per somigliare alla nostra personalità. Ed ecco l'effetto strano: continuiamo a proteggerci anche quando il pericolo è passato.


Non perché non sappiamo cambiare, ma perché quella versione di noi ha funzionato. Ci ha portate fin qu

i

Forse allora non si tratta di rinnegarla, ma di ringraziarla. E poi chiederle se può finalmente riposare.

Chi saresti senza ciò che hai dovuto diventare?


È una domanda difficile, e non è detto che abbia una risposta immediata. Potresti scoprire che alcune parti di te vuoi tenerle: che la forza nata nei momenti peggiori ti appartiene davvero, che la prudenza ti ha insegnato a scegliere, che certe cicatrici ti hanno lasciato anche capacità a cui non vorresti rinunciare.


Ma potresti anche accorgerti che qualcosa è diventato troppo stretto. Una vecchia definizione. Un ruolo. Un modo di amare. Una promessa fatta a una te che aveva bisogni molto diversi.


Cambiare non vuol dire essere incoerenti. A volte significa solo riconoscere che una risposta che un tempo era giusta non lo è più per la domanda che la nostra vita è diventata.


Gli alberi non vivono come un tradimento la caduta delle foglie. Non cercano di somigliare alla loro primavera mentre attraversano l'inverno. Cambiano forma senza smettere di essere ciò che sono.


Forse potremmo concederci la stessa libertà: non quella di diventare qualcun altro, ma quella di smettere, ogni tanto, di dover dimostrare di essere ancora chi eravamo.


Ed ecco la porta che oggi vorrei lasciare socchiusa:

Quale parte di te continui a chiamare "carattere", quando forse è solo una vecchia forma di protezione che non ti serve più?

 
 
 

Commenti


© 2035 by Charley Knox. Powered and secured by Wix

bottom of page