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La procreazione medicalmente assistita: un'esperienza psicologica, relazionale ed emotiva

20 set
Tempo di lettura: 4 min

Articolo scritto in collaborazione con @maricagobbatelli_psicologa

La procreazione medicalmente assistita (PMA) rappresenta oggi una delle esperienze più complesse che una persona o una coppia possa attraversare nel proprio percorso verso la genitorialità. Se dal punto di vista medico la PMA è un insieme di tecniche volte a favorire il concepimento, dal punto di vista psicologico essa costituisce un vero e proprio processo di adattamento, che coinvolge il corpo, l'identità, la relazione di coppia e la rappresentazione del futuro.


Un percorso che mette alla prova l'equilibrio emotivo

La letteratura scientifica ha ampiamente documentato l'impatto psicologico dei trattamenti di fecondazione assistita. Nella revisione sistematica di Verhaak et al. (2007), che ha analizzato venticinque anni di ricerca sull'adattamento emotivo delle donne sottoposte a fecondazione in vitro, emerge un dato interessante: all'inizio del percorso i livelli di ansia e depressione non si discostano in modo significativo da quelli della popolazione generale. È l'insuccesso del trattamento, soprattutto se ripetuto, a incrementare in modo consistente il disagio emotivo, con un sottogruppo di donne che sviluppa sintomi subclinici persistenti anche a distanza di tempo.


Questo dato è particolarmente utile in ottica clinica: non è la PMA in sé a generare automaticamente sofferenza psicologica, ma il modo in cui l'incertezza, l'attesa e gli eventuali fallimenti vengono elaborati nel tempo. Studi di follow-up a lungo termine confermano questa lettura: la maggior parte delle donne mostra traiettorie di adattamento resiliente, ma una quota non trascurabile (attorno al 37%) manifesta un disagio emotivo temporaneo o cronico durante il trattamento, e circa il 10% presenta ancora difficoltà psicologiche a distanza di 11-17 anni (Gameiro et al., 2016).


Il carico psicologico come motivo di abbandono del percorso

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il legame tra sofferenza psicologica e abbandono del percorso di cura. La revisione sistematica di Gameiro et al. (2012) ha evidenziato come il carico psicologico del trattamento rappresenti una delle principali ragioni di interruzione della PMA in tutte le sue fasi, in particolare nelle tecniche di procreazione assistita di secondo livello. Questo dato sposta l'attenzione da una lettura puramente medica dell'abbandono del percorso (legata a insuccessi clinici o costi) a una lettura che include in modo esplicito la dimensione emotiva e il bisogno di sostegno psicologico continuativo durante tutto l'iter.


La coppia: convergenze e divergenze nel vivere lo stress

Un secondo filone di ricerca si è concentrato sulla dimensione relazionale della PMA, mostrando che uomini e donne non vivono lo stress da infertilità nello stesso modo, né con la stessa intensità. Peterson, Newton e Rosen (2003) hanno introdotto il concetto di congruenza di coppia, dimostrando che non è tanto il livello assoluto di stress percepito da ciascun partner a incidere sull'adattamento coniugale e sulla depressione, quanto il grado di disallineamento tra i vissuti dei due membri della coppia: quando i partner percepiscono lo stress in modo molto diverso tra loro, aumenta il rischio di tensione relazionale.


Coerentemente, Peterson et al. (2006) hanno rilevato differenze di genere nelle strategie di coping utilizzate: le donne tendono a ricorrere maggiormente a coping confrontativo, ricerca di supporto sociale ed evitamento, mentre gli uomini privilegiano distanziamento, autocontrollo e problem-solving pianificato. Questa asimmetria nei modi di affrontare lo stress può generare incomprensioni reciproche, anche in assenza di conflitto esplicito: ciascun partner rischia di interpretare lo stile dell'altro come disinteresse o come eccesso di coinvolgimento emotivo.


A conferma dell'importanza della dimensione diadica, Martins et al. (2014) hanno mostrato come il supporto sociale percepito all'interno della coppia — più che quello proveniente da amici o familiari — sia uno dei fattori protettivi più rilevanti rispetto al benessere psicologico durante il percorso di PMA.


Implicazioni per la pratica clinica

Questi dati offrono alcune indicazioni utili per chi lavora clinicamente con persone e coppie in percorso di PMA:

  • normalizzare il disagio emotivo legato ai fallimenti terapeutici, distinguendolo da un quadro psicopatologico strutturato;

  • monitorare nel tempo l'adattamento psicologico, poiché il rischio di disagio tende ad aumentare con il protrarsi e il ripetersi dei trattamenti;

  • lavorare sulla dimensione di coppia, favorendo la comunicazione tra partner che vivono lo stress in modo diverso, più che puntare a un'uniformità emotiva irrealistica;

  • considerare il sostegno psicologico come parte integrante del percorso di cura, non come intervento residuale da attivare solo in presenza di sintomi conclamati.


Conclusioni

La PMA non può essere ridotta a una sequenza di procedure cliniche: è un'esperienza che attraversa il corpo, il tempo, la coppia e l'identità genitoriale in costruzione. La ricerca psicologica invita a guardare a questo percorso come a un processo dinamico di adattamento, in cui il benessere emotivo delle persone coinvolte dipende tanto dagli esiti clinici quanto dalla qualità del sostegno psicologico e relazionale ricevuto lungo tutto l'iter.


Riferimenti bibliografici

Gameiro, S., Boivin, J., Peronace, L., & Verhaak, C. M. (2012). Why do patients discontinue fertility treatment? A systematic review of reasons and predictors of discontinuation in fertility treatment. Human Reproduction Update, 18(6), 652–669. https://doi.org/10.1093/humupd/dms031


Gameiro, S., van den Belt-Dusebout, A. W., Smeenk, J. M. J., Braat, D. D. M., van Leeuwen, F. E., & Verhaak, C. M. (2016). Women's adjustment trajectories during IVF and impact on mental health 11–17 years later. Human Reproduction, 31(8), 1788–1798. https://doi.org/10.1093/humrep/dew162


Martins, M. V., Peterson, B. D., Almeida, V., Mesquita-Guimarães, J., & Costa, M. E. (2014). Dyadic dynamics of perceived social support in couples facing infertility. Human Reproduction, 29(1), 83–89. https://doi.org/10.1093/humrep/det403


Peterson, B. D., Newton, C. R., & Rosen, K. H. (2003). Examining congruence between partners' perceived infertility-related stress and its relationship to marital adjustment and depression in infertile couples. Family Process, 42(1), 59–70. https://doi.org/10.1111/j.1545-5300.2003.00059.x


Peterson, B. D., Newton, C. R., Rosen, K. H., & Skaggs, G. E. (2006). Gender differences in how men and women who are referred for IVF cope with infertility stress. Human Reproduction, 21(9), 2443–2449. https://doi.org/10.1093/humrep/del145


Verhaak, C. M., Smeenk, J. M. J., Evers, A. W. M., Kremer, J. A. M., Kraaimaat, F. W., & Braat, D. D. M. (2007). Women's emotional adjustment to IVF: A systematic review of 25 years of research. Human Reproduction Update, 13(1), 27–36. https://doi.org/10.1093/humupd/dml040

 
 
 

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