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Paralisi del sonno: un fenomeno spiegato in modo chiaro

  • 2 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Articolo in collaborazione con @neurosnack_official



Che cos’è la paralisi del sonno e perché succede

La paralisi del sonno è uno stato in cui la persona diventa mentalmente sveglia mentre il corpo rimane ancora nella paralisi tipica del sonno REM. In questo momento, si è completamente coscienti dell’ambiente, ma incapaci di muoversi o parlare (Farooq & Anjum, 2023).


Questa condizione deriva da una mancata sincronizzazione tra il risveglio cerebrale e la fine dell’atonia muscolare del REM: la mente si attiva, ma il corpo “ritarda” la riaccensione. Gli studiosi la definiscono una “dissociazione” tra coscienza e controllo motorio (Jalal & Hinton, 2020).


Spesso, questa immobilità è accompagnata da allucinazioni visive, uditive o tattili. Molte persone riferiscono di percepire una presenza nella stanza, vedere ombre o figure, o sentire una pressione toracica intensa, chiamata “fenomeno dell’incubus” (Farooq & Anjum, 2023; Jalal, 2016). Queste esperienze derivano da una sorta di iper-attivazione emotiva tipica del sonno REM mentre la persona si trova in uno stato di coscienza parziale (Sharpless, 2016).


Come si manifesta — cosa prova chi la vive

Durante un episodio la persona sperimenta:

  • Consapevolezza lucida dell’ambiente (MedlinePlus, 2022)

  • Incapacità completa di muovere il corpo o parlare (Farooq & Anjum, 2023)

  • Allucinazioni spaventose o intrusive (Jalal, 2016)

  • Sensazione di oppressione o difficoltà respiratoria (Sharpless, 2016)

  • Paura intensa o agonia, anche se l’episodio dura pochi secondi o minuti (Jalal & Hinton, 2020)

A lungo termine, episodi ricorrenti possono portare a paura di dormire, insonnia, ansia e preoccupazione anticipatoria (Denis et al., 2018).


Quanto è diffusa e chi può farla

La paralisi del sonno è molto più comune di quanto si creda. Una meta-analisi mostra che circa il 30% delle persone sperimenta almeno un episodio nella vita (Denis et al., 2018). Tra studenti e giovani adulti, la prevalenza può arrivare al 37–40%, probabilmente per via dello stress, degli orari irregolari e della privazione di sonno (Paci et al., 2024). Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • Scarsa qualità del sonno;

  • Stress e ansia elevati;

  • Ritmi sonno-veglia irregolari;

  • Predisposizione familiare;

  • Disturbi del sonno come l’insonnia (Farooq & Anjum, 2023).


Cosa succede nel cervello

Durante il sonno REM, il cervello attiva un meccanismo che “disattiva” i muscoli per evitare di muoversi mentre si sogna. Questa atonia è essenziale e fisiologica (Brooks & Peever, 2012). Quando però il risveglio della coscienza avviene prima della cessazione dell’atonia, la persona rimane intrappolata in uno stato ibrido: coscienza + paralisi muscolare.


In alcuni casi, l’attività della corteccia cerebrale legata alla vigilanza si attiva mentre i circuiti emotivi — come l’amigdala — rimangono in modalità REM, generando una percezione amplificata della paura e contribuendo alle allucinazioni minacciose (Jalal & Hinton, 2020). Altri studi suggeriscono che la respirazione possa temporaneamente diventare meno efficace, aumentando la sensazione di soffocamento (Sharpless, 2016).


Come si può prevenire o gestire

Non esiste un metodo sicuro per interrompere un episodio mentre accade, ma è possibile ridurne frequenza e intensità. I metodi più efficaci includono:

  • Mantenere orari regolari di sonno;

  • Evitare privazione di sonno o sonno irregolare;

  • Ridurre lo stress;

  • Evitare alcol e stimolanti prima di dormire;

  • Praticare rilassamento e respirazione profonda (Farooq & Anjum, 2023).

Esistono interventi psicologici mirati, come la Meditation-Relaxation Therapy, che hanno dimostrato di aiutare in alcuni casi a ridurre l’ansia associata agli episodi (Jalal, 2016).


Perché è importante conoscerla

La paralisi del sonno è stata per secoli interpretata come un fenomeno soprannaturale. In molte culture esiste l’immagine del “demone notturno” o dell’“incubo” seduto sul petto della persona (Sharpless, 2016).

Sapere che si tratta di un fenomeno neurologico, comune e generalmente innocuo, può ridurre considerevolmente la paura e prevenire l’ansia legata al sonno. Conoscere i meccanismi che lo causano permette anche di intervenire sui fattori scatenanti.


Riferimenti Bibliografici 

Brooks, P. L., & Peever, J. H. (2012). Identification of the transmitter and receptor mechanisms responsible for REM sleep paralysis. Journal of Neuroscience, 32(29), 9785–9795.


Denis, D., French, C. C., & Gregory, A. M. (2018). A systematic review of factors associated with sleep paralysis. Sleep Medicine Reviews, 38, 141–157.


Farooq, M., & Anjum, F. (2023). Sleep paralysis. In StatPearls. StatPearls Publishing.


Jalal, B. (2016). How to make the ghosts in my bedroom disappear? Focusing-oriented therapy for sleep paralysis. Frontiers in Psychology, 7, Article 28.


Jalal, B., & Hinton, D. E. (2020). Sleep paralysis, neurobiological mechanisms, and the cultural neurophenomenology of the “night-mare”. Journal of Sleep Research, 29(6), e12941.


MedlinePlus. (2022). Sleep paralysis. U.S. National Library of Medicine.

Paci, G., Giannotti, F., & Pizza, F. (2024). Sleep paralysis in Italian university students: Prevalence and associated factors. Sleep Medicine, 109, 165–172.


Sharpless, B. A. (2016). A clinician’s guide to recurrent isolated sleep paralysis. Neuropsychiatric Disease and Treatment, 12, 1761–1767.



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