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Aldo, Giovanni e Giacomo come Es, Io e Super-Io:Una lettura psicoanalitica della mente attraverso la comicità italiana

  • 18 feb
  • Tempo di lettura: 11 min

Abstract

Il presente articolo propone una lettura psicoanalitica del trio comico italiano Aldo, Giovanni e Giacomo attraverso il modello strutturale della psiche elaborato da Sigmund Freud nella sua seconda topica (1923). I tre personaggi vengono interpretati come rappresentazioni archetipiche delle istanze psichiche di Es, Super-Io e Io, offrendo uno strumento divulgativo e clinicamente informato per comprendere il conflitto intrapsichico, i meccanismi di difesa e il principio di realtà. A sostegno di questa lettura, viene analizzato in dettaglio lo sketch Poker, tratto dallo spettacolo teatrale Anplagghed (Aldo, Giovanni e Giacomo, 1999), come caso clinico-narrativo esemplare del conflitto tra le tre istanze psichiche. L'articolo integra riferimenti alla letteratura psicoanalitica classica e contemporanea, includendo contributi di Anna Freud (1936), McWilliams (2011), Kernberg (1976) e Solms (2021).


1. Introduzione

La psicologia dispone di numerosi strumenti concettuali per comprendere la vita psichica umana. Tra questi, il modello strutturale elaborato da Sigmund Freud nella sua opera L'Io e l'Es (1923) rimane uno dei framework teorici più influenti nella storia della psicologia e della psichiatria. La cosiddetta seconda topica freudiana — che suddivide la psiche in tre istanze, Es, Io e Super-Io — continua a orientare la pratica clinica psicodinamica e a stimolare il dibattito teorico nelle neuroscienze affettive contemporanee (Solms, 2021).


Il presente contributo si propone di utilizzare il trio comico italiano Aldo, Giovanni e Giacomo come strumento euristico per illustrare il modello freudiano in modo accessibile e scientificamente informato. In particolare, viene analizzato lo sketch Poker, tratto dallo spettacolo teatrale Anplagghed (1999), come caso narrativo esemplare in cui le tre istanze psichiche freudiane risultano osservabili con straordinaria chiarezza. Lunga dal rappresentare una mera operazione di divulgazione superficiale, questa lettura intende valorizzare la potenza esplicativa della seconda topica applicandola a personaggi culturalmente riconoscibili, capaci di incarnare con efficacia le dinamiche del conflitto intrapsichico.


Come osservava Freud stesso, la psicoanalisi trova conferme nei luoghi più inattesi della cultura umana — nella letteratura, nell'arte, nell'umorismo (Freud, 1905/1989). Il comico, in particolare, rappresenta per Freud un'elaborazione privilegiata delle tensioni tra istanze psichiche, un modo socialmente accettabile di dare espressione agli impulsi dell'Es pur mantenendo il controllo dell'Io e del Super-Io.


2. La Seconda Topica Freudiana: Contesto Teorico

Prima di procedere con l'analisi dei personaggi, è necessario contestualizzare il modello freudiano all'interno del suo sviluppo storico. Freud aveva precedentemente elaborato una prima topica, basata sulla distinzione tra conscio, preconscio e inconscio (Freud, 1900/2007). Tuttavia, nel 1923, riconobbe i limiti di questo schema e propose una nuova articolazione strutturale della mente.


Nella seconda topica, la psiche viene descritta attraverso tre istanze funzionalmente distinte ma in costante interazione dinamica:


L'Es (in tedesco das Es) rappresenta il polo pulsionale della psiche. Freud (1923/1989) lo descriveva come un calderone di eccitazioni ribollenti, una realtà caotica e primitiva che non conosce il tempo, la logica, la morale o la negazione. L'Es è interamente inconscio e funziona secondo il principio di piacere: cerca la scarica immediata della tensione pulsionale, indipendentemente dalle conseguenze.


Il Super-Io (in tedesco das Über-Ich) emerge come precipitato delle identificazioni precoci con le figure genitoriali e con le norme sociali interiorizzate. Freud (1923/1989) distingueva al suo interno due componenti: la coscienza morale, che svolge una funzione critica e punitiva, e l'Io ideale, che proietta un'immagine di ciò che si dovrebbe essere. Il Super-Io può essere tanto più severo quanto più severo era stato il genitore reale — o quanto più severo il bambino lo percepiva.


L'Io (in tedesco das Ich) è l'istanza mediatrice per eccellenza. Emerge dall'Es per effetto del contatto con la realtà esterna e funziona secondo il principio di realtà. La sua funzione principale è quella di trovare un compromesso tra le richieste pulsionali dell'Es, le esigenze morali del Super-Io e i vincoli imposti dal mondo esterno. Freud (1923/1989) utilizzava la celebre metafora del cavaliere e del cavallo: l'Io cerca di guidare l'energia pulsionale dell'Es, ma spesso finisce per assecondarne la direzione fingendo di comandarla.


È importante sottolineare che queste tre istanze non devono essere intese come entità separate o localizzabili anatomicamente, ma come funzioni psichiche che si sovrappongono e interagiscono in modo dinamico (McWilliams, 2011). La distinzione è analitica, non ontologica.


3. Aldo come Es: Il Principio di Piacere in Azione

Il personaggio di Aldo Baglio incarna con straordinaria efficacia le caratteristiche dell'Es freudiano. La sua comicità si basa sistematicamente sull'impulsività, sulla ricerca del piacere immediato, sull'incapacità di differire la gratificazione e sulla tendenza a ignorare le conseguenze delle proprie azioni.


Sul piano teorico, questo corrisponde a ciò che Freud (1923/1989) descriveva come il funzionamento primario della psiche: un processo che non conosce inibizioni, che non tollera la frustrazione e che tende alla scarica immediata dell'eccitazione. Il pensiero dell'Es è dominato da quello che Freud chiamava processo primario — associazioni libere, condensazioni, spostamenti — in netta opposizione al pensiero logico e sequenziale del processo secondario proprio dell'Io.


Nello sketch Poker (Aldo, Giovanni e Giacomo, 1999), questa dinamica è osservabile in forma particolarmente trasparente. Aldo si dà autonomamente sei carte giustificandosi con il fatto di essere il mazziere, prende dal piatto comune senza rispettare le regole concordate, dichiara di essere cleptomane esibendo addirittura una certificazione medica — da lui stesso rubata — e non risponde al telefono perché si trova a casa sua e fa quello che vuole. Ogni azione è una scarica immediata dell'impulso, priva di mediazione riflessiva. Aldo non elabora: agisce. Non riflette: reagisce (Kernberg, 1976).


Dal punto di vista clinico, la prevalenza dell'Es nella struttura di personalità è associata a difficoltà nel controllo degli impulsi, bassa tolleranza alla frustrazione e tendenza all'acting out — ovvero alla scarica comportamentale di tensioni emotive che non riescono a essere mentalizzate (Kernberg, 1976). Questo lo rende comico sul palcoscenico, ma illuminante come modello per comprendere la logica del funzionamento pulsionale.


Il meccanismo di difesa prevalente del personaggio di Aldo è la negazione — una delle difese più primitive descritte da Anna Freud (1936). La negazione consente all'Io di disconoscere aspetti della realtà che sarebbero fonte di ansia o conflitto, mantenendo la possibilità di agire come se il problema non esistesse. Aldo non nega di rubare: lo ridefinisce come un comportamento clinicamente attestato, svuotandolo di qualsiasi valenza morale.


4. Giovanni come Super-Io: La Voce della Morale Interiorizzata

Giovanni Storti rappresenta l'incarnazione del Super-Io nella sua forma più riconoscibile. Il suo personaggio è caratterizzato da rigidità morale, preoccupazione per le norme sociali, tendenza al giudizio e alla critica, e da un marcato senso di colpa — tanto nei confronti degli altri quanto di sé stesso.


Nello sketch Poker (Aldo, Giovanni e Giacomo, 1999), Giovanni è costantemente impegnato a ricordare le regole del gioco, a protestare per le infrazioni di Aldo, a pretendere ordine e correttezza. Ha una norma per ogni situazione — persino per il modo in cui si deve tagliare il mazzo di carte — e non tollera che vengano trasgredite. La sua indignazione è continua, la sua voce è quella del giudice interiore che non conosce sosta. Quando Aldo ruba, Giovanni non si limita a constatarlo: lo condanna, lo denuncia, lo rimprovera pubblicamente.


Freud (1923/1989) descriveva il Super-Io come un'istanza che può diventare estremamente severa, talvolta persecutoria. Un Super-Io iperattivo — come quello incarnato dal personaggio di Giovanni — è associato clinicamente a perfezionismo paralizzante, senso di colpa cronico, rigidità difensiva e difficoltà a tollerare l'imperfezione propria e altrui (McWilliams, 2011).


È interessante notare, sul piano dello sviluppo, che il Super-Io non nasce con il bambino ma si costruisce progressivamente attraverso il processo di identificazione. Come osservano Fonagy e collaboratori (2002), la capacità del bambino di interiorizzare norme e aspettative è strettamente legata alla qualità del legame di attaccamento e alla capacità del caregiver di fungere da regolatore emotivo. Un Super-Io eccessivamente severo può essere il prodotto di una genitorialità rigida e punitiva, oppure di un bambino che ha sopravvalutato la severità dei genitori reali.


Il meccanismo di difesa caratteristico del personaggio di Giovanni è la formazione reattiva: la tendenza a esibire un atteggiamento diametralmente opposto a un impulso inconscio inaccettabile. Condannare negli altri ciò che non ci si permette di desiderare è una delle manifestazioni più classiche di questa difesa (A. Freud, 1936). Non è un caso che Giovanni, il più moralista del trio, sia anche colui che gioca con più accanimento — e che alla fine risulti non meno coinvolto degli altri nell'escalation caotica della partita.


5. Giacomo come Io: Il Mediatore Silenzioso

Giacomo Poretti è forse il personaggio più complesso dal punto di vista psicoanalitico. La sua comicità è fatta di silenzi, di sguardi, di rassegnazione. Egli osserva, subisce e tenta — raramente con successo — di mediare tra le follie di Aldo e le rigidità di Giovanni.


Nello sketch Poker (Aldo, Giovanni e Giacomo, 1999), Giacomo è il personaggio che subisce la situazione più che agirla. Mentre Aldo infrange le regole e Giovanni le invoca, Giacomo cerca di mantenere il filo del gioco, di trovare una via praticabile tra le due posizioni estreme. La sua battuta più emblematica — "dai, ragazzi" — è la voce di un Io che non riesce a imporsi ma continua a provarci, consapevole dell'irrisolvibilità del conflitto. La sua stanchezza non è accidentale: è strutturale.


Questo corrisponde esattamente alla posizione dell'Io freudiano: un'istanza che, come scriveva Freud (1923/1989), serve tre padroni severi — l'Es, il Super-Io e la realtà esterna — e che si sforza di trovare un punto di equilibrio tra richieste incompatibili. L'Io è spesso descritto come un mediatore esausto, perennemente a rischio di essere sopraffatto.


Nella letteratura psicodinamica contemporanea, questa funzione è associata al concetto di capacità di mentalizzazione elaborato da Fonagy e collaboratori (2002): la capacità di pensare agli stati mentali propri e altrui, di contenere l'impulsività e di trovare risposte adattive alle situazioni di conflitto. Giacomo mentalizza — ma non abbastanza da riuscire a contenere il sistema.


Il meccanismo di difesa prevalente di Giacomo è la rimozione — il meccanismo fondamentale della psicoanalisi, quello che Freud (1915/2012) considerava la pietra angolare dell'intera costruzione teorica. La rimozione consiste nel tenere lontano dalla coscienza contenuti psichici che sarebbero fonte di ansia o conflitto. Giacomo non affronta: dimentica. Non protesta: tace. E quando la situazione diventa insostenibile, si ritira in un silenzio che è l'unica forma di equilibrio che riesce a trovare.


6. Il Conflitto Intrapsichico come Condizione Universale: Analisi dello Sketch Poker

La lettura del trio attraverso la seconda topica freudiana offre un'opportunità preziosa per riflettere su un punto fondamentale: il conflitto tra Es, Io e Super-Io non è un fenomeno patologico, ma una condizione strutturale dell'essere umano.


Lo sketch Poker (Aldo, Giovanni e Giacomo, 1999) offre una rappresentazione particolarmente ricca di questo conflitto. La scena si svolge attorno a un tavolo da gioco — uno spazio circoscritto, con regole definite, che normalmente dovrebbe garantire ordine e prevedibilità. Eppure il tentativo di mantenere la struttura fallisce sistematicamente, perché le tre istanze psichiche incarnate dai personaggi sono intrinsecamente incompatibili.


L'Es di Aldo non riconosce le regole del gioco se non quando gli sono favorevoli. Il Super-Io di Giovanni le invoca continuamente, ma la sua rigidità produce paradossalmente più caos che ordine — perché nessuna regola riesce davvero a contenere il sistema. L'Io di Giacomo tenta la mediazione, ma è strutturalmente in inferiorità numerica e di intensità emotiva. Il risultato è un'escalation che culmina in un finale assurdo — dove si giocano un occhio di Tutankamon, una capsula d'oro appartenuta a Dracula e l'Urlo di Munch — che è al tempo stesso comica e clinicamente significativa: quando il conflitto tra istanze psichiche non trova risoluzione, il pensiero tende verso il processo primario, verso l'assurdo, verso la decontestualizzazione.


Come sottolinea McWilliams (2011), la salute psicologica non consiste nell'assenza di conflitto intrapsichico, ma nella capacità dell'Io di gestirlo in modo flessibile e adattivo. Un Io forte non è un Io privo di tensioni: è un Io capace di tollerarle senza ricorrere sistematicamente a difese primitive o rigide. Giacomo ci prova — e il fatto che alla fine il trio si dia appuntamento al giovedì successivo suggerisce che, nonostante tutto, l'Io riesca almeno a garantire la continuità del legame.


Le neuroscienze affettive contemporanee hanno offerto un contributo interessante a questo dibattito. Jaak Panksepp (1998) ha identificato sette sistemi emotivi primari nel cervello dei mammiferi, alcuni dei quali mostrano una corrispondenza sorprendente con la distinzione freudiana tra Es e Io. Mark Solms (2021), in un lavoro particolarmente influente, ha tentato di riconciliare la metapsicologia freudiana con le neuroscienze moderne, suggerendo che la distinzione tra processi primari e secondari possa avere una base neurobiologica.


Questi sviluppi suggeriscono che, pur non essendo empiricamente verificabile nel senso stretto del termine, la seconda topica freudiana coglie qualcosa di reale nella struttura della mente umana — qualcosa che la ricerca neuroscientifica sta progressivamente illuminando.


7. Implicazioni Cliniche e Formative

L'utilizzo di esempi culturali come Aldo, Giovanni e Giacomo nella formazione psicologica e psicoterapeutica non è meramente decorativo. Strumenti narrativi e metaforici hanno una lunga tradizione nell'insegnamento della psicoanalisi e della psicoterapia psicodinamica.


Dal punto di vista didattico, l'analisi dello sketch Poker offre un punto di accesso immediato a concetti che possono risultare astratti nella loro formulazione teorica originale. La scena della partita a poker rende visibile in pochi minuti ciò che Freud aveva impiegato decenni a teorizzare: la coesistenza di tre logiche psichiche incompatibili, la loro negoziazione fallimentare, e il paradossale mantenimento del legame nonostante il conflitto. Questo è particolarmente rilevante per studenti alle prime armi con la letteratura psicoanalitica, ma anche per professionisti che cercano modi creativi di presentare questi modelli ai propri pazienti.


Dal punto di vista clinico, comprendere quale istanza tende a prevalere nel funzionamento di un paziente — se l'impulsività dell'Es, la rigidità del Super-Io o le strategie difensive di un Io in difficoltà — può orientare significativamente la formulazione diagnostica e il piano di trattamento (Kernberg, 1976; McWilliams, 2011).


La diagnosi psicodinamica, così come elaborata da McWilliams (2011), presta particolare attenzione all'organizzazione del carattere e ai meccanismi di difesa prevalenti — esattamente le dimensioni che abbiamo esplorato attraverso i tre personaggi. Questa prospettiva consente di andare oltre la diagnosi categoriale del DSM, cogliendo la specificità del funzionamento psichico individuale.


8. Conclusioni

L'analisi di Aldo, Giovanni e Giacomo — e in particolare dello sketch Poker tratto da Anplagghed (1999) — attraverso la seconda topica freudiana dimostra come strumenti concettuali elaborati oltre un secolo fa mantengano una straordinaria capacità di illuminare la complessità della vita psichica umana. Es, Io e Super-Io non sono astrazioni teoriche: sono le voci che abitano la mente di ciascuno di noi, in perenne negoziazione.


Il trio comico italiano, con la sua capacità di portare alla luce le tensioni universali dell'esistenza umana attraverso il registro dell'umorismo, si rivela uno strumento euristico efficace per avvicinarsi a questi concetti in modo accessibile e clinicamente informato. La partita a poker — con le sue regole infrante, le sue posta assurde, i suoi giocatori irriducibili — è uno specchio fedele del conflitto intrapsichico che Freud aveva intuito osservando i suoi pazienti sul divano.


Come scriveva Freud (1905/1989) nel motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio, l'umorismo è il più elaborato dei processi psichici: richiede la cooperazione di tutte e tre le istanze per trasformare il dolore in riso. In questo senso, Aldo, Giovanni e Giacomo non ci fanno semplicemente ridere: ci mostrano, nel modo più umano possibile, come funziona la nostra mente. E ci ricordano che ogni giovedì sera, attorno a un tavolo da gioco o altrove, siamo tutti — inevitabilmente — Aldo, Giovanni e Giacomo.


Riferimenti Bibliografici

Aldo, Giovanni e Giacomo. (1999). Poker [Sketch teatrale]. In Anplagghed. Regia di Arturo Brachetti. Pubblicato su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=k48QfWhx_Pg

Fonagy, P., Gergely, G., Jurist, E. L., & Target, M. (2002). Affect regulation, mentalization and the development of the self. Other Press.


Freud, A. (1936). Das Ich und die Abwehrmechanismen [L'Io e i meccanismi di difesa]. Internationaler Psychoanalytischer Verlag.


Freud, S. (1905). Der Witz und seine Beziehung zum Unbewussten [Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio]. Franz Deuticke. (Ristampa, 1989, Bollati Boringhieri)


Freud, S. (1900). Die Traumdeutung [L'interpretazione dei sogni]. Franz Deuticke. (Ristampa, 2007, Bollati Boringhieri)


Freud, S. (1915). Rimozione. In Metapsicologia. (Ristampa, 2012, Bollati Boringhieri)


Freud, S. (1923). Das Ich und das Es [L'Io e l'Es]. Internationaler Psychoanalytischer Verlag. (Ristampa, 1989, Bollati Boringhieri)


Kernberg, O. F. (1976). Object relations theory and clinical psychoanalysis. Jason Aronson.


McWilliams, N. (2011). Psychoanalytic diagnosis: Understanding personality structure in the clinical process (2nd ed.). Guilford Press.


Panksepp, J. (1998). Affective neuroscience: The foundations of human and animal emotions. Oxford University Press.


Solms, M. (2021). The hidden spring: A journey to the source of consciousness. W. W. Norton & Company.

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